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METEOROLOGIA SPAZIALE
(SPACE WEATHER)

         
         
         di ik0eln Giovanni Lorusso


Agli inizi del 2008, con un perfetto sincronismo, rispettando la Legge di Hale (Fig.1)


le macchie solari hanno invertito la loro polarità, segnalando l’inizio del XXIV Ciclo Solare; ma, per quanto riguarda le previsioni dell’intensità relativa all’attività solare, i pareri dei Fisici sono ancora contrastanti. Infatti, i dati raccolti sin ad ora, come sempre, hanno diviso gli esperti; in quanto, una parte prevede un incremento maggiore del 50% rispetto al XXIII ciclo e l’altra parte stima un 40% in meno. Tuttavia, va detto che trattasi soltanto di previsioni, elaborate sulla base dei fenomeni solari in atto e consultando gli archivi storici delle precedenti attività solari. Ma la nostra Stella è davvero imprevedibile, basti ricordare il ciclo tra l’anno 1645 ed il 1715, conosciuto come il “Minimo di Maunder” (Fig.2)


quando il Sole, inaspettatamente, per ben undici anni, non mostrò un minimo di attività: macchie, flares, protuberanze, filamenti; modificando le condizioni meteorologiche sulla Terra, generando estati torridi ed inverni rigidi anche alle basse latitudini; un evento ricordato con l’appellativo di “Piccola Glaciazione”. Altri fenomeni  bizzarri di un ciclo solare sono le Solar Storms (Tempeste Solari) le quali condizionano fortemente quanto avviene giornalmente sul nostro Pianeta. Attività come la distribuzione di energia elettrica, la navigazione aerea su rotte polari, la navigazione marittima, le comunicazioni satellitari e tutte le radiocomunicazioni, comprese quelle radioamatoriali, in presenza di una tempesta solare, possono essere messe a rischio di Blackout anche per un lungo periodo. Nel 1989, una devastante Tempesta Solare distrusse i trasformatori di energia elettrica del Quebec (Canada), condannandolo all'oscurità per diverse settimane. Ma, entriamo nel dettaglio per capire come avviene una tempesta solare, capace di condannare al silenzio radio anche i più agguerriti Radioamatori. Innanzitutto occorre dire che il Sole non porta sulla Terra soltanto luce e calore e che per attività solare si intende l’emissione, variabile nel tempo, dal Sole e per tutto lo Spazio, del Vento Solare, di Particelle Energetiche, di Raggi X e di Onde Radio. Inoltre, va aggiunto che esistono varie tipologie di fenomeni solari che provocano disturbi alle attività umane: le Tempeste Geomagnetiche, le Tempeste di Radiazione Solare e i Radio Blackout. Ed allora, passiamo in rassegna questi fenomeni di cui, il nostro amico Sole, si rende protagonista nel corso di un ciclo solare. Quindi, le Tempeste Geomagnetiche sono perturbazioni del Campo Magnetico Terrestre prodotte dalle emissioni di plasma espulso dalla Corona Solare (Fig.3)


e classificate con il nome di C.M.E. – Coronal Mass Ejection. Mediamente le C.M.E. possono raggiungere la Terra in circa diciotto ore; e quando le emissione è di forte intensità di protoni, particelle di tipo A ed elettroni, dopo aver interagito con il Campo Magnetico Terrestre, producono guai seri alle centrali elettriche, disturbano la propagazione delle onde radio, inibiscono i sistemi di navigazione terrestre e satellitare, e, addirittura, confondono il flusso migratorio degli uccelli. Le C.M.E., muovendosi lungo le linee di forza del Campo Magnetico Terrestre (le Cuspidi), sono anche all’origine di spettacolari aurore polari. Mentre, le Tempeste di Radiazione Solare, definiti con il termine di S.E.P. – Solar Energetic Particles (Fig.4)


si riferiscono alla comparsa di elevati livelli di radiazione dei Raggi U.V. - Ultras Violet Ray, causati dall’eccessiva presenza del numero di particelle energetiche, che viaggiano a 300.mila Km/s, ovvero:  alla velocità  della luce, e raggiungono la Terra entro pochi minuti. Gli effetti negativi di questa tempesta sono i disturbi alle comunicazioni, ai sistemi di navigazione satellitare e, soprattutto, un alto rischio per gli aerei che volano a quote elevate sulle rotte polari, nonchè per gli astronauti, in modo particolare se in missione extra veicolare. L’assorbimento di una dose eccessiva dei nuclei atomici energetici può causare danni ai tessuti e agli organi, causando le tipiche malattie da radiazione, fino alla morte. Infine, l’argomento che ci riguarda più da vicino sono i Radio Blackouts. Qui, la causa di forti disturbi, a volte con un lungo silenzio radio in HF, è prodotto sulla Ionosfera da intense emissioni di Raggi X provenienti dal Sole (Solar X Ray) a seguito di brillamenti solari (Flares) di classi moto elevate, generando il fenomeno dei S.I.D. - Sudden Ionospheric Distrurbance (Fig.5).


A tal riguardo, la NOAA - National Oceanic and Atmosferic Administration ha classificato i disturbi provocati dall’emissione di Raggi X di provenienza solare, stilando una scala di intensità, nella quale, una Solar X Ray Emission di tipo “M” o di tipo “X”, rappresenta un segnale di allarme per questo tipo di eventi. Una coppia di satelliti, GOES e POES (Geostationary and Polar Operational Environmental Satellites) osservano costantemente l’attività solare nei Raggi X, pronti a segnalare forti brillamenti ed intense emissioni. E, qui, va aggiunto il prezioso contributo di Radioamatori e Astrofili che, avvalendosi delle loro attrezzature, segnalano agli Istituti di Ricerca le pericolose emissioni rilevate in banda radio e sullo spettro del visibile. Ebbene, con l’intensificarsi delle attività umane per scopi diversi, quali ad esempio: la ricerca spaziale, la meteorologia, le telecomunicazioni, la difesa militare, la medicina; è diventato sempre più importante conoscere il comportamento, a volte dannoso, della nostra Stella. Attraverso questa nuova disciplina scientifica denominata Meteorologia Spaziale (Space Weather) la Comunità Scientifica è riuscita a mettere in guardia anche la Medicina Ufficiale, la quale promuove campagne di sensibilizzazione, in modo particolare a favore delle donne, per la prevenzione dei  danni provocati al seno dalla violenza dei Raggi U.V. Ed ha schierato una flotta di “sentinelle solari” che, a distanza ravvicinata, osservano il Sole su varie lunghezze d’onda, inviando sulla Terra preziose informazioni. Ma, lo studio della meteorologia spaziale non si limita alla valutazione dei fenomeni solari, perché altri elementi concorrono ad arricchire la materia, quali: i Raggi Cosmici (Cosmic Ray), causati dalle esplosioni di Supernove (esplosioni di stelle al termine della loro vita nell’Universo) provenienti dallo spazio profondo e che raggiungono la Terra, trasportando molta più energia delle particelle solari; ed i Lampi Gamma (Gamma Ray Burst) che sono tremende esplosioni di gas nucleare che avvengono nei Raggi Gamma e che rilasciano nell’Universo, enormi intensità di radiazioni. Al momento, questi fenomeni non trovano ancora una spiegazione scientifica, per cui sono ancora oggetto di studio; tuttavia, lasciano capire l’importanza che riveste lo studio della meteorologia spaziale, in modo particolare se indirizzato a migliorare le nostre capacità di prevedere eventi particolarmente energetici che potrebbero compromettere la nostra sicurezza. Attualmente, più che previsioni, si tratta di analisi probabilistica degli eventi; e, fu per puro caso che gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale scamparono alle devastanti radiazioni U.V. (S.E.P.) del 20 Gennaio 2005, perché, all’ultimo momento, annullarono una missione extra veicolare da effettuare al di fuori del laboratorio spaziale I.S.S. Non da meno, avvenne il 6 Dicembre 2006, quando un enorme brillamento solare  generò un flusso di rumore in banda radio dieci volte superiore al normale, rilevato da tutte le stazioni radioastronomiche terrestri, sufficiente ad accecare tutti i ricevitori GPS dell’emisfero della Terra esposto al Sole. Ma, lo spettacolo più singolare del Sole, avvenne il 13 Dicembre 2006, quando una enorme C.M.E., raggiunse la Terra in due ondate, la prima tra le 12,00 UTC e le 18,00 UTC e la seconda nella notte del 14 Dicembre, provocando gravi danni ai computer di bordo ed ai pannelli solari di alcuni satelliti e causando un Radio Blackout che durò circa due giorni (in quel periodo, molti Radioamatori salirono sul tetto per controllare le antenne convinti che fossero disconnesse dagli apparati radio). Ma la possibilità di seguire costantemente l'attività solare è data anche ai Radioamatori, utilizzando un telescopio di modeste proporzioni, purchè corredato di filtro solare in Mylar Astrosolar da apporre davanti al telescopio per osservare il disco solare in luce bianca con le Macchie Solari e la Corona Solare. Ma, attenzione a non osservare il Sole senza l'uso dei filtri, in quanto si rischiano seri danni agli occhi. Così come, evitare nella maniera più assoluta di utilizzare vetrini per saldatori o vecchie lastre fotografiche, perchè non riescono a contenere Raggi U.V. molto nocivi alla vista! Altro comodo sistema è quello di visitare spesso il sito del S.O.H.O. - Solar and Heliospheric Observatory  http://sohowww.nascom.nasa.gov/  per osservare il Sole su più lunghezze d'onda, la velocità del Vento Solare e la quantità di Protoni per cm.2; il sito del NOAA Space Weather Prediction Center  http://www.swpc.noaa.gov/  per rilevare eventuali Tempeste Solari e Radio Blackouts; e, infine, il Radio Sole in banda HF, visitando il sito del Radiotelescopio di Nancay  (Francia) http://realtime.obs-nancay.fr/dam/realtime_display/dam_realtime.php?lang=fr  che, oltre al Sole, osserva  pure le Tempeste Magnetiche di Giove. A conclusione, che cosa ci riserva il 24° Ciclo Solare? Al momento è difficile dirlo, perchè, come abbiamo visto, il Sole è davvero imprevedibile. Tuttavia, al di la dei suoi capricciosi, io  sono convinto che sarà un ciclo con una costante ascesa di fenomeni. Per cui auguro tanta buona propagazione a chi svolge attività Dx;  e cieli sereni per coloro che svolgono  osservazioni solari  



BRAVA ROSETTA

Premessa
Precisiamo subito che non si tratta di una bella ragazza, ma della sonda Rosetta, a cui è stato dato il nome della missione, ispirandosi alla “Stele di Rosetta”, uno strumento utile agli archeologi per interpretare i geroglifici egizi. Compito di Rosetta è quello di avvicinare la Cometa 67P/Shuryumov-Gerasimenko, sganciare il lander Philae che si poggerà sul nucleo della cometa e, dopo essersi arpionato nel ghiaccio che ricopre il nucleo cometario, effettuerà delle trivellazioni per raccogliere campioni della roccia cometaria, per poi analizzarli nel laboratorio di bordo del lander ed inviare i dati sulla Terra in tempo reale, unitamente alle immagini di tutte le operazioni della delicata missione. Tutto questo, grazie all'alta tecnologia, per lo più italiana, installata a bordo di Rosetta. Ed allora, non ci resta che entrare  nel merito per saperne di più.



Davvero brava la sonda Rosetta; o, è più opportuno dire: davvero bravi i tecnici dell'Agenzia Spaziale Europea- E.S.A. di Darmstadt, in Germania che gestiscono la missione Rosetta, i quali, con estrema precisione, il 3 Febbraio 2014, gli hanno fatto la ...sveglia! Rosetta era stata lanciata nel 2004, e in attesa del passaggio della Cometa 67P/Shuryumov-Gerasimenko, nel 2011, era stata “ibernata”, ovvero, erano stati spenti i motori e la strumentazione di bordo, lasciando in funzione soltanto un piccolo ricevitore in grado di ricevere dalla Terra il comando di “risveglio”. Puntuale, il 20 Febbraio 2014, alla base dell'E.S.A. di Darmstadt, è giunta la risposta che la sonda si era “svegliata” ed era pronta a compiere la sua missione.
Occorre dire che il contributo italiano in questa missione è stato di notevole importanza, in quanto quasi tutte le apparecchiature di bordo sono made in Italy, rappresentati da tre strumenti di alta precisione:  il VIRTIS - Visual InfraRed and Thermal Imagin Spectrometer; GIADA – Grain Impact Analyzer and Dust Accumulator; e OSIRIS/WAC – Wide Angle Camera. E, proprio grazie ad OSIRIS/WAC che la sonda ha fatto delle riprese sensazionali della Cometa 67P/Shuryumov-Gerasimenko, in avvicinamento, filmando addirittura la formazione della coda cometaria. Inoltre, OSIRIS/WAC verrà utilizzato anche per la mappatura completa della Cometa; per filmare le fasi della discesa del lander Philae sul nucleo cometario, che, come sappiamo, avverrà il 6 Agosto 2014; zummerà per riprendere le operazioni di carotaggio della trivella del lander; ed effettuerà meravigliose riprese durante l'inseguimento della Cometa intorno al Sole, previsto tra Novembre 2014 e Dicembre 2015. Quindi, questa stupenda avventura spaziale continuerà, sicuramente con successo. A questo punto, non ci resta che incrociare le dita ed augurare a Rosetta un lusinghiero successo. Anche noi siamo ansiosi di vedere belle immagini di mondi lontani. Dunque, buon lavoro Rosetta.

       
        Cieli Sereni           Ik0eln Giovanni Lorusso


ALLA SCOPERTA DI UN NUOVO UNIVERSO
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Fino ad un secolo fa, gli scienziati ritenevano che l’Universo fosse racchiuso nella nostra Galassia: La Via Lattea; ma, nel corso del XX secolo, la ricerca ha fatto passi da gigante. Infatti, grazie a potenti telescopi sparsi in varie parti del mondo e grazie ad una impressionante flotta di sonde interplanetarie, gli scienziato hanno potuto accertare l’immensità dell’Universo. Un maggior contributo poi, è pervenuto dal telescopio spaziale Hubble Space Telescope, il quale, posizionato al di sopra dell’atmosfera terrestre, è riuscito ad osservare stelle di prima generazione di circa 14.miliardi di anni addietro, ovvero appena dopo il Big Bang (Fig.1).


Sensazionale fu la scoperta di Albert Einstein, che nel 1905 formulò la teoria della relatività ristretta, nella quale enunciò che, la distanza, il tempo e la massa, non sono assoluti (equazione fisica E=m.c2). Successivamente, nell’anno 1907, dopo una intuizione che lui definì “il pensiero più felice della mia vita”, elaborò la teoria della Relatività Generale. Infine, nel 1916, pubblicò la sua opera mettendo in relazione la gravità, lo spazio ed il tempo.  Tuttavia, Einstein era convinto che l’Universo fosse statico ed incorruttibile; ma, l’astronomo americano Edwin Hubble, nell’anno 1929, dimostrò che l’Universo è in espansione. La convinzione di Hubble nacque dopo aver osservato un gruppo di galassie distanti milioni di anni luce dalla nostra galassia, perchè, man mano che ne calcolava la distanza, le galassie si allontanavano ad una velocità incredibile, schiftando verso il colore rosso, nel rispetto della Teoria del Redschift (questa teoria si basa principalmente sull'Effetto Doppler. Un esempio, è la percezione che noi abbiamo ascoltando il suono di una sirena di una ambulanza in transito davanti a noi. La sensazione che abbiamo è che il suono della sirena cambia man mano che si avvicina a noi e man mano che si allontana da noi. Invece nella riga dell'ottico, questo  effetto si evince con il cambiamento dei colori monocromatici; che è rosso per gli oggetti celesti che si allontanano dal nostro sguardo: il Redschift; e blu per gli oggetti che si avvicinano: il Bluschift). Da queste sue osservazioni, Hubble dedusse che, all’inizio, l’Universo era più piccolo e più compatto di quello attuale, avvalorando, così, la teoria del Big Bang, (la tremenda esplosione che avvenne nell'Universo circa 14.miliardi di anni fa). A confermare l’esattezza di questa teoria, fu l’ingegnere Karl Jansky, il quale, incaricato dalla Bell  Laboratories di accertare l’origine di disturbi di natura ignota che interferivano con le radiocomunicazioni commerciali, utilizzando un  enorme parco antenne e alcuni ricevitori, scoprì che l'intenso noise proveniva dal centro galattico, oggi conosciuta come Radiazione Cosmica di Fondo; cioè il residuo della radiazione termica dopo il Big Bang, che risulta pari a 2.725 gradi Kelvin. Ma veniamo ai giorni nostri. La cronaca scientifica ci dice che questo millennio è caratterizzato dalla scoperta di oltre 3500 Esopianeti (Exoplanets), appartenenti ad altri sistemi solari della nostra galassia, taluni di taglia gioviana ed altri di taglia terrestre; i quali, probabilmente, potrebbero essere candidati per ospitare forme di vita. E per questo programma di ricerca  furono lanciate due sonde interplanetarie: la missione New Horizon, che raggiungerà i confini del nostro Sistema Solare, oltre la fascia di Kuiper, che è la regione al limite del nostro sistema solare caratterizzata dalla presenza di planetoidi, per studiare più da vicino la Nube di Oort, la nube genitrice delle Comete; ed il satellite Kepler destinato a viaggiare nella nostra galassia alla ricerca di pianeti extrasolari. Sicuramente un lungo viaggio che i due satelliti stanno affrontando, ma, che, sicuramente, apriranno nuovi scenari su nuovi mondi, sopratutto per cercare di dare una risposta alla domanda che l’uomo si pone da sempre; ovvero, se siamo gli unici abitanti di questo immenso condominio! Ma, non è tutto! Più si va avanti con le scoperte e più si formano gli interrogativi. Il 30 Aprile 1996, l'Agenzia Spaziale Italiana lancia in orbita il satellite Beppo-Sax (il satellite prende il nome dall'astrofisico italiano Prof. Giuseppe Occhialini; per gli amici Beppo). Scopo della missione: studiare il fenomeno delle potenti emissioni di lampi che avvengono nella banda dei Raggi Gamma dello Spettro Elettromagnetico (G.R.B – Gamma Ray Burst) rilevati casualmente in alcune galassie, comunque al di fuori della Via Lattea (Fig2).




Dai primi rilevamenti, Beppo-Sax ha osservato che gli intensi lampi,  i quali, a volte, durano anche per un periodo di dieci minuti, sono generati dall'accrescimento della materia di un Buco Nero. A collaborare in questa nuova ricerca, il 20 Novembre 2004, la NASA lancia in orbita il satellite Swift con a bordo ben tre telescopi a raggi Gamma, riuscendo a osservare i G.R.B.  anche con una durata di pochissimi millisecondi! Ma, entrambi i satelliti non hanno affatto concluso la loro missione, in quanto, gli eventi G.R.B. sono soltanto una minima parte dei fenomeni che avvengono in questa banda ancora sconosciuta ed ancora oggetto di studio. L'altra incognita dell'Universo è rappresentata dalla Dark Matter; è così che gli americani chiamano la Materia Oscura presente nell'Universo (Fig.3.)


Ad oggi si è riusciti a scoprire soltanto il 5% della sua massa. Comunque si sa che si manifesta attraverso i suoi effetti gravitazionali, ma non è ancora osservabile; tanto che il noto astronomo Bruce H. Margon dell'Università di Washinton, che dedica costantemente i suoi studi sulla Dark Matter, in una sua intervista rilasciata al New York Times nel 2001, dichiarò davvero con  amarezza: “ ... è una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 95% della materia dell'Universo ...”. Alla scoperta della Dark Matter, il 16 Maggio 2011, è partito il satellite Ams-02 con il compito di esplorare proprio quel 95% ancora ignoto. Ma è già pronto sulla rampa di lancio il satellite Euclid, che partirà il 2020 con lo scopo di aiutare a capire meglio la parte oscura dell'Universo. Attraverso una mappatura in 3D sullo spettro del visibile e nell'infrarosso, Euclid mostrerà, in tre dimensioni, le galassie e gli enormi oggetti celesti che popolano l'Universo, fino a dieci miliardi di anni luce. Tutto questo permetterà di capire come si è espanso l'Universo che conosciamo oggi ed il motivo della sua accelerazione di espansione. Inoltre, studierà dettagliatamente come la Materia Oscura abbia condizionato tutta la storia dell'Universo e come si sono formate le strutture a “ragnatela” che ospitano gli ammassi delle galassie (Fig.4).


Ma ecco che l'Universo ci presenta un'altra incognita da risolvere: le Magnetar (Fig.5).


E' da poco che sono state scoperte strane stelle, che rappresentano i resti di normali stelle finite in un densissimo nucleo e, sopratutto, con un campo magnetico addirittura più alto dell'Universo. Questi particolari oggetti celesti sono stati definiti con l'appellativo di Magnetar, acronimo di Magnetic Star (Stelle Magnetiche). La dinamica di questa popolazione di stelle è tale che, a causa delle loro instabilità, dovuta al loro fortissimo campo magnetico, potrebbero emettere una eccessiva quantità di radiazione di raggi gamma letale per ogni forma di vita. Per fortuna questi mostri magnetici sono distanti dalla Terra milioni di anni luce; ma nella dannata ipotesi che si avvicinassero alla nostra Galassia, l'evento sarebbe davvero disastroso. Si ipotizza che, per chi, ignaro, passeggiasse per le strade del nostro pianeta, potrebbe addirittura essere catturato dal mostruoso campo magnetico di una stella Magnetar e spiccicato sulla sua superficie come uno spillo attratto dalla calamita di un porta spilli in una sartoria. E' stato scoperto che le Magnetar attraversano periodi improvvisi di estrema attività, alternando periodi di tranquillità, rendendosi, così, irriconoscibili e finanche invisibili. A questo punto è facile capire che, con questo subdolo comportamento, le Magnetar siano molto più numerose di quanto si pensasse. Ipotesi, questa, confermata dal satellite Swift, il quale riesce a puntare, con molta rapidità, le sorgenti dei loro fenomeni “smascherandole”. Tuttavia le stelle Magnetar oggi confermate non superano le venti unità, ma la caccia continua perchè sicuramente nell'Universo ce ne sono molte di più. Quindi, stiamo molto attenti a tenere bassi i valori dell'Emoglobina, perchè un eccesso di ferro nel sangue ci potrebbe trasformare in spilli da sartoria! Scherzi a parte, è evidente che ci troviamo di fronte a nuove incognite che l'Universo ci presenta, diremmo, giorno per giorno. E non ci meraviglieremmo se la sonda Kepler annunciasse di aver scoperto un pianeta simile alla nostra Terra, dove si è formata o si sta formando qualche forma di vita, magari diversa dalla nostra che, come sappiamo, è basata sul DNA. Grazie alla tecnologia dell'Homo Softwarensis dei nostri giorni, munito di una specie di interfaccia cervello/computer, stiamo facendo davvero passi da gigante nella ricerca, riuscendo a scoprire che ci sono due Universi, comunque uniti tra di loro, dove sono congiunte due scienze fondamentali: la fisica dell'infinitamente piccolo, delle particelle elementari, quali: i Neutrini, il Bosone di Higgs, i Raggi Cosmici, le Onde Gravitazionali; e la fisica dell'infinitamente grande, ovvero: la nuova configurazione cosmologica, formata da altri sistemi solari, da altri pianeti, e da altre varietà di stelle, da altri oggetti celesti ancora sconosciuti. Un Universo completamente diverso, dove gli astronomi del ventesimo secolo sono riusciti a svelare come era fatto; mentre gli astrofisici del ventunesimo secolo dovranno scoprire come funziona. Un Universo che sembra non appartenerci, ma che invece ci appartiene, perchè anche noi ne facciamo parte, in quanto generati dalla stessa materia, così come è avvenuto per le galassie, per le stelle, per i pianeti, per il nostro pianeta, dove l'acqua del mare è salata come le nostre lacrime!
        
        
        Cieli Sereni
       ik0eln Giovanni Lorusso



Osservatorio Astronomico O.A.G. Monti Lepini Gorga - Roma

**LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI 2014**
26, 27 Settembre 2014


L'Osservatorio Astronomico O.A.G. Monti Lepini di Gorga, Roma (Fig.1),

in collaborazione  con il Comune di Gorga, con l'Associazione Frascati Scienza, con l'Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni e con la Ditta Futurottica di Colleferro – Roma; nei giorni di Venerdì 26 e Sabato 27 Settembre 2014, ha aderito all'iniziativa promossa dalla Commissione Scientifica Europea “La Notte Europea dei Ricercatori 2014”. Per l'occasione ha organizzato un nutrito programma di eventi scientifici che, nei due giorni, ha raccolto la partecipazione degli abitanti della graziosa cittadina dei Monti Lepini e un buon numero di  visitatori, tra cui molti studenti, accompagnati dai loro docenti, giunti in pullman anche da altri Comuni limitrofi. Il calendario della manifestazione ha previsto l'apertura al pubblico dell'osservatorio e del planetario, ed una sessione “Scienza in piazza a Gorga”, con tutta una serie di esperimenti scientifici svolti in piazza, alla presenza del pubblico; quali: la Fluorescenza; il modello del Sistema Solare con le orbite dei pianeti; il modello della Precessione degli Equinozi; la dimostrazione delle Forze Elettrostatiche e delle Forze Elettromagnetiche; i Solidi Platonici e i Modelli di Solidi Cristallini, in occasione delle celebrazioni dell'Anno Internazionale della Cristallografia proclamato dall'ONU e dall'UNESCO per il 2014; l'esposizione di reperti Minerali e Fossili, presentati da Antonio Gerardi, IW0.GKF, appartenente allo staff della Sezione di Ricerca Radioastronomia dell'osservatorio; i Modelli Atomici; e la trasmissione radio via Laser. Quest'ultima realizzata da Gianni Di Mauro, IU0.CPP (Fig.2),


anche lui appartenente allo staff della Sezione di Radioastronomia dell'osservatorio, che ha realizzato un ricetrasmettitore in banda Laser ed un ricevitore posto a debita distanza. L'esperimento ha preso il via quando IK0.ELN Giovanni Lorusso, dopo essersi collegato via Eco-Link con i radioamatori della Sezione A.R.I. di Melfi, in provincia di Potenza http://www.arimelfi.it/ ha invitato a trasmettere il presidente I8.WWH Giuseppe Astrella, il quale, però, per dovere di ospitalità, ha preferito che la trasmissione la effettuasse IW0.HNH Mario Biordi di Arpino, un Comune vicinissimo a Gorga, in provincia di Frosinone, il quale, per ragioni di lavoro, si trovava a Melfi. Così che, quando la voce di Mario è giunta a Gorga attraverso il nodo Eco-Link e traslata via radio, IU0.CPP Gianni ha avvicinato il ricetrasmettitore portatile al microfono del trasmettitore Laser e la voce di Mario, IW0.HNO/8, è fuoriuscita chiara e forte dal ricevitore Laser (Fig.3)


accompagnata da uno scrosciante applauso del pubblico presente. Inoltre, in calendario erano elencate una serie di conferenze scientifiche che hanno avuto luogo presso il Planetario, tra cui la relazione dell'Ing. Manrico Mastria della AVIO S.p.A., intitolata “Attività dei Lanciatori Spaziali”; la relazione del Col. Giancarlo Bonelli, meteorologo del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare, dal titolo “Cambiamento climatico, effetto serra, sviluppo sostenibile in un mondo dominato dai valori del mercato globale”; ed infine la conferenza del Dott. Eugenio Di Loreto del Consiglio Nazionale dei Geologi, “Rischi Geologici della Regione Lazio”. Nei due giorni di apertura al pubblico, i visitatori hanno potuto assistere alle proiezioni della volta celeste proiettate nel Planetario, ricevendo ampie spiegazioni degli oggetti celesti mostrati; hanno visitato la cupola dell'osservatorio ed osservato il cielo stellato ed i fenomeni solari attraverso il telescopio di 50 mm. di diametro con appropriate spiegazioni su quanto stavano osservando; ed infine la Sezione di Ricerca Radioastronomia, dove IK0ELN Giovanni Lorusso, coadiuvato alla consolle da IU0.CPP Gianni Di Mauro (Fig4)  


informava i presenti circa l'osservazione sul monitor degli echi  ricevuti in banda radio dagli sciami meteorici che impattano nell'atmosfera terrestre, la loro provenienza, il corpo celeste genitrice e il perchè bruciano quando attraversano la Mesosfera. Di pari, li ha informati di quanto è possibile osservare, su 408 Mhz, il flusso dell'Idrogeno Neutro presente nell'Universo e l'emissione della Riga sui 21 cm. da parte dell'Idrogeno, causato dalla rotazione nello stesso senso dall'Elettrone e dal Nucleo dell'Idrogeno. E poiché entrambe le orbite sono vicinissime, comporta una continua emissione di una radiosorgente  rilevabile sulla frequenza di 1420 Mhz. A quanto sin qui riportato, va aggiunto che nel corso della manifestazione, è stato possibile effettuare collegamenti radio, via Eco-Link, con altri osservatori astronomici ed associazioni di astrofili, anche loro impegnati in questo evento scientifico; scambiando dati importanti, quali ad esempio: il programma preparato per tale evento, il numero dei visitatori, le condizioni meteorologiche del luogo, la collaborazione dei radioamatori, indispensabile per effettuare i radio collegamenti. Insomma, una bella esperienza che ha visto coinvolti ricercatori e radioamatori; i quali, attraverso la radio ed il telescopio, hanno diffuso notizie tecnico/scientifiche alla moltitudine di visitatori che hanno affollato le varie strutture scientifiche. Un connubio di preparazione e professionalità che sicuramente si ripeterà anche in futuro. Tra i tanti collegamenti graditi, quello del Cisar, riunito in assemblea nazionale a Senigallia, nella persona del presidente IW5.CGM Giuseppe Misuri, che, ha sospeso momentaneamente i lavori assembleari per rivolgere un cordiale saluti a tutto l'osservatorio di Gorga. Un doveroso ringraziamento alla Sezione A.R.I. i Melfi, nella persona del suo presidente I8.WWH Giuseppe Astrella (Fig.5)


il quale, in entrambe le giornate dell'evento, ha mantenuto costanti contatti con l'osservatorio, riportandoci anche le emozioni dei suoi ragazzi che gli facevano quadrato intorno. Un cordiale saluto a IW0.HNH Mario Biordi che dalla Basilicata ha collegato la sua terra natia via ... Laser!

        Cieli sereni
       ik0eln Giovanni Lorusso




sotto sono presenti tutti gli articoli trattati
nel 2014 dal CISAR Foggia
riguardano la radioastronomia
grazie a tutti i lettori grazie a tutti coloro che hanno visitato il nostro sito
un grazie dal
Presisdente del Cisar Foggia iz7sky Gianluca
Grazie Particolare al mio grande amico che ha firmato tutti questi articoli ik0eln Giovanni Lorusso
e a tutti coloro che hanno collaborato con noi

CONSIDERAZIONI SCIENTIFICHE DI FINE ANNO
*****


Un lungo cammino. Un lungo cammino, il nostro, durato 365 giorni, una intera orbita terrestre intorno al Sole, un anno che si conclude lasciando spazio agli eventi astronomici del 2015. Ma, ancor prima che il 2014 ci lasci per sempre, ritengo sia opportuno fare alcune considerazioni su nozioni scientifiche, tante volte menzionate nei miei articoli che voi avete cortesemente pubblicato sui vostri siti e sui vostri notiziari. In sintesi:



 Abbiamo letto che l'Universo è lo spazio cosmico occupato da tutti gli oggetti celesti, per cui non esiste il “fuori Universo”;
 Abbiamo letto che l'Universo è in espansione (ce lo conferma Edwin Hubble) quando, per la prima volta, osservò che le galassie si allontanavano l'una dall'altra, come i canditi di un panettone quando è in fase di lievitazione;
 Abbiamo letto che non è lo spazio che si dilata ed allontana le galassie, ma sono proprio le galassie che si allontanano tra di loro (la teoria del Redschift) e dilatano lo spazio;
 Abbiamo letto che il tempo rappresenta il susseguirsi degli eventi. Il tempo cominciò dalla nascita della materia del primo evento cosmico, pertanto l'infinità e l'eternità non esistono in quanto sono misure astratte (Sant'Agostino diceva: io so che cosa è il tempo, ma quando me lo chiedono non so spiegarlo!);
 Abbiamo letto che la massa è costituita dalla quantità di materia contenuta in un oggetto, che più è grande e più contiene gli atomi che lo costituiscono;
 Abbiamo letto che la gravità è la proprietà che ha un corpo di attirare a se, che agisce anche a enormi distanze, pur essendo la più debole delle forze. La gravità è l'interazione gravitazionale degli atomi che lo compongono, che più sono numerosi, più forte sarà la sua forza attrattiva. Quindi: massa, gravità, inerzia, spazio e tempo sono elementi esclusivi della materia;
 Abbiamo letto che la luce proveniente dalle stelle viene deviata dalla densità degli strati dell'atmosfera terrestre (il 2015 è stato proclamato dall'ONU e dall'UNESCO *Anno Internazionale della Luce*);
 Abbiamo letto che le stelle e tutti i corpi celesti dell'Universo nascono e muoiono con età diversa ed in periodi diversi;
 Abbiamo letto che circa quattordici miliardi di anni fa è avvenuta una grande esplosione, che l'uomo ha chiamato Big Bang e che ha dato vita a uno spazio senza dimensioni, che l'uomo ha chiamato Universo;
 Abbiamo letto che è probabile una legge primordiale, ma indimostrabile che così recita: 1° - la legge condizionò l'Universo così che da potenziale diventasse l'Universo attuale; 2° - la legge governa l'Universo da sempre, in modo che ogni evento che accade in questa maniera e non diversamente, escluda in maniera assoluta il caso o il caos degli eventi;
 Abbiamo letto che l'uomo è l'unico protagonista nel nostro sistema solare; però sono stati scoperti altri sistemi solari simile al nostro, con pianeti forse abitati; ma l'uomo del pianeta Terra non potrà mai raggiungere un eventuale altro uomo presente nell'immenso Universo; perchè le distanze enormi sono decisamente proibitive;
 Abbiamo letto che, dalla naturale aspirazione della specie umana, nasce la religione (alla domanda provocatoria rivolta a Sant'Agostino: .... che faceva Dio prima di creare il mondo? L'illustre dottore della Chiesa rispondeva: ... Dio preparava l'inferno per chi fa queste domande!). Tuttavia se ammettiamo che la materia cosmica nacque circa quattordici miliardi di anni fa, bisogna anche ammettere che prima non c'era. Quindi, prima della materia non vi era nulla, cioè l'assenza di qualsiasi entità. Pertanto, la materia cosmica rappresenta l'unica entità che costituisce tutto ciò che esiste, ovvero: l'Universo. Va da se che, poiché la materia è limitata nel tempo e nello spazio, non può essere infinita ed eterna. L'eternità è soltanto Divina.



Mi fermo qui. Indubbiamente le considerazioni elencate inducono ognuno di noi ad una approfondita riflessione. Gli argomenti trattati ci fanno capire che, nonostante i passi da giganti fatti dalla ricerca, ne sappiamo molto poco di questo Spazio senza fine,  definito Universo. Questo anno, mortificato da sciagure, guerre e catastrofi, si chiude con una speranza affidata ad una missione scientifica chiamata Rosetta; la quale ha il compito di informarci se la nostra esistenza è avvenuta attraverso l'impatto di una cometa sulla Terra (la teoria della Panspermia, basata sugli impatti delle comete sulla Terra, portatrici di acqua e molecole organiche). Sapremo, così, se l'evoluzione della nostra origine è dovuta ad un unico elemento chimico presente in abbondanza nell'Universo: l'acqua (H2O). Ma noi sappiamo di essere i discendenti dell'Universo cominciato circa quattordici miliardi di anni addietro, in un punto indefinito dell'enorme spazio che ci circonda. Sappiamo di essere i figli delle stelle perchè siamo fatti della stessa materia. Quelle stelle che vediamo brillare nel cielo, tutte le notti. Buon Natale e Felice Nuovo Anno a voi tutti ed ai vostri affetti. Buon Natale e Felice Anno Nuovo all'astronauta radioamatore IZ0.UDF, Samantha Cristoforetti, orgoglio italiano. E, come sempre, auguri di Cieli Sereni.  IK0.ELN Giovanni.



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“2014 * Anno Internazionale della Cristallografia” ci hanno accompagnato per tutto l'anno. Questa, dunque, è l'ultima volta che appare, ed avviene a chiusura di questo articolo, andando via per sempre in punta di piedi, per dare spazio al nuovo articolo con la nuova dicitura che appariranno già all'inizio del 2015.








2014 * Anno Internazionale della Cristallografia


 
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